Ecco la notte

Ecco la notte

13 Marzo 2013

Lo sapevo che alla fine sarebbe arrivata ma per un sacco di tempo ho prolungato il tramonto, ho tentato di vivere quel momento dove ero consapevole che la luce si stava affievolendo e i particolari man mano cominciavano a scomparire in un’atmosfera nebbiosa ma non mi arrendevo a quel freddo che si profilava all’orizzonte. Speravo di riuscire a portare indietro le lancette del tempo fino a riconquistare la luce ma ho fallito in un disegno che sembrava realizzabile e non mi rendevo conto che stavo guardando attraverso la lente deformante della speranza.

Non è stato un bel tramonto, sono mancati i rossi e gli arancioni che ti fanno sentire la vita. Diciamo che è stato come vivere un’alba al contrario, tutto man mano impallidiva e quando ho cominciato a vacillare sotto i brividi dell’aria fredda non ho fatto altro che contribuire a cancellare i particolari del mio investimento affettivo.

E’ arrivata, e io non ero preparato. Non sono nemmeno riuscito, pur avendo ormai capito che la rotazione non avrebbe potuto essere invertita, a prepararmi al nuovo clima per non soccombere … è arrivata e va accettata così com’è.


Maxxi Xmas Tree

Maxxi Xmas Tree

21 Dicembre 2012

L’albero continua a crescere!

Maxxi Christmas Tree è un progetto cooperativo per la realizzazione di un albero di natale utilizzando come copertura esclusivamente dei reggiseni dati in prestito da amici e conoscenti.

L’albero verrà montato all’interno di un appartamento in via dei Magazzini Generali 8 adeguatamente illuminato e ben visibile dalla strada.
I reggiseni verranno appesi con cura ad una rete montata su di una struttura di legno in maniera tale da non essere danneggiati o sporcati, verranno utilizzati dal 15 dicembre al 10 gennaio e poi restituiti in busta ai proprietari.
Per garantire la riconsegna del pezzo e il giusto abbinamento con la proprietà è stato predisposto un sistema di riconoscimento basato su un etichetta applicata sulla busta trasparente di trasporto e su un cartellino di abbinamento.
Il proprietario del reggiseno prima della consegna deve compilare l’etichetta indicando nome, cognome e numero di cellulare o email per il contatto, questi dati non saranno resi pubblici per nessuna ragione.
Inoltre per garantire l’abbinamento proprietario/reggiseno dovrà scrivere sia sull’etichetta che sul retro del cartellino un codice di quattro cifre di sua fantasia.
Sul fronte del cartellino il proprietario (se lo ritiene opportuno) potrà scrivere il suo nome e l’iniziale del cognome.

Cerco una nuvola

Cerco una nuvola

13 Marzo 2012

Eccola che si avvicina, piano piano è arrivata quella notte, la notte dove la primavera fa sentire il suo odore, un odore che non si sente e che altri non sentono ma che io tocco e vedo e di cui aspiro un gusto che ancora non riesco a definire. Lo sento sù nella parte alta del palato ed a bocca chiusa faccio passare l’aria più volte per cercarlo e capirlo meglio, ma sembra non esserci nulla eppure qualcosa c’è … sono sicuro.
In ogni caso sono certo, l’aria è cambiata e tutto mi fa pensare che sia arrivato il momento di partire, raccogliere le mie cose e andare verso una nuova meta lasciando qui quei segni che col tempo verranno cancellati da gli occhi di chi, in realtà, non li ha mai visti.
Via e come sempre nella stessa direzione, verso la vita. Col naso in su per cercare una nuvola a cui badare, una nuvola che cambi forma per stupirti sempre, ma che si faccia riconoscere e che ti riconosca. Una nuvola che sia leggera anche nei momenti in cui diventa grigia. Una nuvola che ti bagni per insegnarti ad evaporare. Una nuvola che sappia arrossire quando il sole si tuffa nel mare. Una nuvola morbida.
Ma quale sia la direzione delle nuvole non saprei dirlo, sono sicuro che il bello se lo vedi lo riconosci ma dove guardare non me lo ha detto nessuno, ed allora penso che mi potrei affidare alla fortuna (che però anche lei non sa mai dove guardare, escluso alcune volte che mi ha fatto dei regali pure molto importanti) oppure come al solito potrei seguire l’istinto con i consueti risultati catastrofici che mi contraddistinguono.
Che dire, la voglia e la passione fremono come dei pop corn nel microonde, saltellano su e giù facendo baccano, sembrano scoppiettare allegramente ma sotto sotto c’è un retrogusto amaro, quello che mi fa scrivere queste cose perché non ho una nuvola con cui viaggiare.


Lancio

Lancio

18 Febbraio 2012

Il mio lancio col paracadute del 2003


Who Is On Boat?

Who Is On Boat?

13 Febbraio 2012

La prima paper boat race del fashion system romano.


Flying On Paper 2012

Flying On Paper 2012

12 Febbraio 2012

La prima gara di aereoplani di carta sulle passerelle romane.


Sostante_quattro

Sostante_quattro

11 Febbraio 2012

Sostante_quattro rappresenta il rapporto dell’umanità con l’ambiente urbanizzato proponendo un cambio di prospettiva dall’apparente visione della mappatura genetica che sprofonda in un sepolcro fino alla vera immagine del palazzo visto dal basso dove dal balcone sovrastante emerge la natura e da dove il sostante esce forte dell’energia preservante dell’enzima ADH presente nel cromosoma 4 per affrontare un futuro sostenibile.
La serie Sostante è un percorso di ricerca, sull’essenza dell’identità dell’uomo e il suo rapporto con il mondo, iniziato nel 2002 con un’analisi clinica che riportava l’immagine delle 22 coppie di autosomi più i cromosomi x e y dell’autore.

[Tecnica mista su alluminio – 2009]


SoundTrip

SoundTrip

10 Febbraio 2012

Un viaggio nei suoni quando assopito sotto un sole primaverile entri in uno stato onirico dove il passaggio di altre persone evoca scene provenienti dai posti più sperduti del mondo. I frammenti audio provengono da materiale geotaggato e le misure che appaiono sul video indicano la distanza esatta della registrazione audio dal punto della ripresa delle immagini, che non sono frutto di un montaggio ma una ripresa lineare.

[Video – 2009]


Infinito Verticale

Infinito Verticale

11 Dicembre 2010

Il sole ancora alto sull’orizzonte scaldava piacevolmente il terreno, era il momento giusto per godere della vita che mi era offerta.
Anche le nuvole, che rade interrompevano la continuità dell’azzurro, riuscivano ad influenzare solamente la mia quiete emotiva riproponendo l’interrogativo su come esse possano galleggiare in cielo. Ma nulla più.

La stagione secca stava bussando alle porte ma quest’avvicendamento non veniva ancora percepito dall’ambiente circostante. Tutto, me compreso, si trovava in uno stato di sospensione dove il fluire della vita era solo un rumore di fondo.
Già, riconosco sia bizzarro parlare di rumore per uno che non dispone di padiglioni auricolari ma sto parlando e non avrei i mezzi per farlo e soprattutto sto pensando, contrariamente ai più comuni stereotipi su quelli come me. E la parte più importante è proprio “me” che non avrebbe potuto essere ed invece è.
In ogni caso, superate le opportune deficienze tecniche, riuscivo a captare qualcosa d’incombente. Piccoli segnali come il volo degli uccelli che oscurano il sole, piccoli segnali che riesci a vedere solo entrando in sintonia con l’ambiente che ti circonda.
Sintonia?
Il difficile sta solamente nel capire se i segnali annuncino veramente qualcosa o se la bramosia del cambiamento generi miraggi. Ma cosa importa? Anche i miraggi mutano la realtà.
Eppure mi sembrava di percepire sottili nubi accumularsi all’orizzonte anche se nulla di logico mi dava la conferma a ciò. Immaginavo milioni di filamenti che convergevano nel punto in cui il loro destino si sarebbe concretizzato, forse nessuno di loro sapeva cosa stesse facendo, pur tuttavia era a conoscenza dell’ineluttabilità delle proprie azioni. Una miriade di elementi isolatamente insignificanti ma pronti a realizzare una tempesta al raggiungimento della massa critica.
Forse questa sensazione era dovuta unicamente alla luce del giorno che appariva perdere potenza e lo spettro della tempesta era vissuto solamente nella mia immaginazione, forse stava semplicemente arrivando la sera ma questo non faceva diminuire le mie preoccupazioni.
Ho passato la mia vita a cercare una risposta a domande ritenute dai più insignificanti e per farlo ho visitato gran parte del conosciuto. Anche se non ho la più pallida idea di quanto valga questo “conosciuto” sia in termini qualitativi che quantitativi.
Ormai la luce stava lasciando il posto alle tenebre, la battaglia poteva iniziare.
Dovevo essere forte per sopravvivere ad un’altra notte di sofferenza.
La notte sarebbe arrivata comunque, che io lo volessi oppure no. Avrei potuto resistere, come ho fatto tante volte, ma sotto sotto l’aspettativa era sempre grande anche se il più delle volte era stata disattesa. Anzi lo era stata tutte le volte.
Quello che attendevo non si è mai realizzato, ma spesso ho pensato che sarebbe bastato ancora molto poco perché scoccasse quella scintilla, serviva forse solo un minuto in più perché la differenza tra vero e percepito si annullasse, e accadesse quella cosa che ti cambia la vita, per sempre.
Un minuto in più? Ma di che parlo? Come sia possibile quantificare il tempo per me è sempre stato un mistero
Ma non è mai accaduto. O forse si, e allora mi domando come possa essere tornato indietro.
L’unica certezza che in tutto questo tempo mi accompagna è il dolore, che a suo modo è verità.

To be continued …